CASSINO – Gesti di solidarietà tra negri

Questa storia non ve la racconterà nessuno. Non ve la racconteranno perché non c’era nessun “operatore della comunicazione” a vederla, ma anche se ci fosse stato difficilmente quanto sto per dirvi avrebbe colpito la sua attenzione. I libri di Scuola giustificheranno l’assenza di questo fatto dalle cronache locali e nazionali perché trattasi di “non notizia”. In due o tre sappiamo però che non è solo questo…
Ore 12 e 45 circa, di fronte allo sportello automatico delle Poste, addì 4 maggio anno domini 2017, due persone che non si capisce se sono madre o figlio o una coppia, cominciano ad urlare. Il tizio accanto a me pensa subito: “scimmie, non sanno esprimersi da esseri civilizzati, che se ne tornino nella foresta dove vengono!”. Ebbene la coppia di colore sta effettivamente urlando all’indirizzo di un altro ragazzo di colore, molto più giovane di loro. Forse 18 anni, forse meno, atteggiamento stralunato e una busta in mano, forse anche uno zaino, ma la busta si ricorda e caratterizza chi, in quelle buste, ha cose da portare. Probabilmente buona parte dei suoi averi. Tutti i suoi averi. Ebbene, è pacifico che la connotazione di “rifugiato” è un’aggiunta che siamo portati a fare, ma in realtà non sappiamo se lui, o la coppia di cui sopra, goda di questo status o sia in attesa del riconoscimento o ancora se si tratti di immigrati di seconda generazione.
Quello che sappiamo è che questa è una storia di neri, che si aiutano. I due signori di prima stanno urlando al ragazzo che ha lasciato 50 euro nel distributore, perché il ragazzo, a quanto pare non ha capito come funziona e se ne è andato prima della fine dell’operazione. A questo punto lei, con fare, nella forma, vagamente materno, ma, nel contenuto, decisamente materno, spiega in inglese come utilizzare il marchingegno del mondo occidentale, ovvero la cassa continua. Forse l’aggettivo materno non descrive appieno quello che è in realtà un gesto fraterno, da “uomo” a “uomo”. Un semplice gesto d’aiuto, spontaneo, in cui le urla indicano l’essere visibilmente allarmati per la potenziale perdita che l’altro può avere. Anche se l’altro non è “amico tuo”. E’ solo, e soprattutto, un altro.
Stamattina, alle 9 e 15, il giovane automobilista del mondo moderno sfrecciava sulla statale che lo avrebbe portato alla città: bianco, istruito, dalla parte di quelli che qualche sicurezza l’hanno. Incrocia a metà del suo tragitto un giovane, vestito parzialmente in stile punk, che timidamente indica con il dito indice, rivolto verso il basso, l’esigenza di un passaggio. Il nostro rampante maschio alfa lo nota, forse lo giudica, poi comincia a pensare se doveva caricarlo su, ma è già subito curva e nuovo rettilineo. A che serve pensarci ancora?

Comments

comments

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>