Si’ l’ho fatto

ghost_1990_film_get_off_my_trainPenso che vi sia un momento, in ogni grande decisione, in cui uno si ferma un attimo e pronuncia mentalmente, o non, la semplice frase “Si’ l’ho fatto”. Succede in quelle decisioni che dopo aver decantato per lungo periodo sono state prese e portate avanti con la fulmineita’, tipica dell’azione, che si rende necessaria per la realizzazione.

Qualche giorno fa, in un momento di stress da spesa, saltando da un autobus all’altro come fa il fantasma di Ghost che insegnera’ al protagonista a muovere gli oggetti, giunti al capolinea, da cui sarebbe ripartito il nuovo mezzo, sono stato colto dal momento del “Si’ l’ho fatto”.

Te ne stai seduto li’ a guardare fuori dal finestrino, e a domandarti se hai preso l’autobus giusto (succede anche questo, si’), quando mentre fissi la scuola, dal nome cattolico, che ti si presenta davanti rifletti sul fatto che e’ una scuola canadese. L’edificio e’ diverso da quello a cui sei abituato, gli edifici attorno sono diversi, il freddo onnipresente e’ diverso, insomma cavolo! Sei in un ambiente diverso… Pensi al Canada, pensi alla citta’ dove sei e ti muovi, alla velocita’ di Google Earth, per andare dal particolare al globale, e poi di nuovo al locale, al tuo locale, quello lasciato a 4 miglia di distanza e dispari!

“Si’ l’ho fatto”, e l’hai fatto davvero. “Partire, non partire, si, ma, perche’, forse…” e adesso sei li’ lontano a casa, lontano dal mondo a te piu’ familiare e nel mondo nuovo, gia’ meno estraneo rispetto a quando eri arrivato. Il fatto di pensare esclamazioni in inglese nella tua testa, di fronte ad avvenimenti inaspettati, e il cominciare ad apprezzare il caffe’ americano, sono segni inconfutabili del cambiamento misto a presa di coscienza.

Il momento del “Si’ l’ho fatto” ti coglie inaspettato, e ti vedi, da fuori, intento a fissare il vuoto, sconvolto dal banale scoop che la tua mente ha appena fatto. E’ buffo, hai speso molto tempo a domandarti “se, come e verso” dove partire, ma e’ come se non fossi mai stato veramente convinto del passaggio dalla programmazione alla realta’, come se fosse stata tutta una celia, un “famose quattro risate”, ora non e’ piu’ cosi’ ora sei li’ nel mezzo, e i tuoi lati cominciano gia’ a cambiare…

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