Time to go home, now

SERGIO_partenzaE poi arriva quel momento la’. Quello in cui ti senti come uno che ha compiuto un’impresa. Ma non e’ boria o presunzione, e’ una vittoria rilassata. E’ una commistione fra la soddisfazione che provi per quel “sembra che sia andato tutto bene” e quel “niente piu’ pressione da esami, convivenza, autobus che partono troppo presto o troppo tardi per i tuoi orari e quant’altro”…

La musica che il francese ha avviato sul suo portatile diffonde nell’appartamento una certa serenita’. Non sono canzoni che conosco, cionondimeno hanno un brio e una leggerezza che, uniti a questo solo benigno, forse finalmente patrocinatore della fine dell’inverno, non possono che essere la degna colonna sonora dell’epilogo di questa esperienza.

Ironicamente ora siamo passati ad un remix di “I’m happy”, la canzone che ha dato il via alla nota catena di video virali che spopolano sul web e che hanno stuzzicato la creativita’ Italiana…

Le “cose da fare”, che si sono accatassate alla fine e che andranno avanti per le prossime ore, sembrano meno ostiche, ora che sono riuscito a spendere meta’ della mattinata a risolverne un paio. L’ultima lavatrice pulisce gli ultimi panni da lavare. E in questa commistione di rilassatezza per la fine e di descrizione degli ultimi momenti, si insinua una vela di malinconia per la fine di qualcosa.

Speranzosi, tutti, nella trasformazione della fine in un nuovo inizio, gia’ si guarda alle prospettive future e si spera in un domani un po’ meno acre di quel passato mesto e annichilatore che ci aveva quasi convinto che le cose non potessero cambiare… quasi!

Il ritorno assume lo stesso stato di eccitazione che la partenza aveva provocato, il viaggio di per se’ non puo’ che portare quella inevitabile tensione legata alle incognite che esso comporta intrinsecamente, ma il turbinio di emozioni e di immagini di genti che sono un po’ la parte di te che hai lasciato oltreoceano, scacciano lontano angustie e “maletiempi”.

Ciao Windsor, guardo le stelle di stanotte con l’occhio malinconico della dolce creatura di Spielberg che sfioro’ il cielo con un dito, volando poi libero e felice a cavallo di una bicicletta, prima di tornare a casa.

Comments

comments

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>